#12. (alice al di là dello schermo)

t.s. eliot paragonava la lettura di testi lontani nel tempo (come quelli in sanscrito) allo stare da entrambe le parti di uno specchio. forse oggi alla metafora dello specchio, tanto usata in letteratura, dovremmo sostituire quella dello schermo. anche perché, ormai, abitiamo “un presente che convive con il passato sulla stessa linea temporale“. il tempo… Continua a leggere #12. (alice al di là dello schermo)

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#11. (questo tempo sottratto)

leggere e rileggere mark fisher – l’intrecciarsi tra quello che succede intorno a noi e quello che succede dentro la nostra testa, il nostro corpo – la sua capacità di analizzare con lucidità, una lucidità vigile e disperata. ripenso a la mostra delle atrocità di ballard. la zona di contatto tra il nostro sistema nervoso… Continua a leggere #11. (questo tempo sottratto)

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#10. (le mie domande senza punto interrogativo a voi che fate le cose)

ma come fate a fare le cose, a scrivere tutti quei libri e soprattutto a pubblicarli tutti, ma come fate a essere anche sempre in rete, a scrivere, postare, scappare da twitter, e poi spesso sempre quasi cose intelligenti giuste, che io penso bravi, cazzo, sì, ma come fate poi anche a partecipare ai convegni… Continua a leggere #10. (le mie domande senza punto interrogativo a voi che fate le cose)

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#7. (curiosità desideranti)

richiama (ancora) il possibile (mancato), forma di meta-desiderio che si aggrappa a sé stesso e a quella linea invisibile di curiosità tra occhi che si trovano divagano si trovano: ancora due tre volte, tornare a quelle pupille in tensione, ritrovarle: conferma: il nostro desiderio è fatto della stessa (non)materia (e di corpi che non saranno… Continua a leggere #7. (curiosità desideranti)

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#6. (tutte le vite mancate)

ci vorrebbe solo lo spazio infinito delle infinite possibili narrazioni. uno spazio vuoto, come foglio bianco che apre a tutto, eppure. forse nasce da qui la mia difficoltà con la scrittura: nel suo concretizzarsi, nel suo avanzare, riduce anche il potenziale a una realtà sola (per di più fatta di parole: segni, limiti). allora è… Continua a leggere #6. (tutte le vite mancate)

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#5. (su un confine sottile di fallimenti)

a volte, all’improvviso, annunciato forse da uno scricchiolio interiore che tendiamo a confondere con la solita gastrite o la stanchezza che ci resta attaccata alle ossa, alle vene, la costruzione illusoria di fiducia nel senso di quello che si sta facendo, mentre lo si sta facendo, semplicemente, schianta giù, addosso dentro dove gli organi sono… Continua a leggere #5. (su un confine sottile di fallimenti)

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#4. (avvicinarsi all’impossibile di una scrittura ultima, totale)

l’autofiction della macchina è impossibile (per me, per ora): fallire meglio: avvicinarsi all’impossibile. la scrittura che cerco e che cerco di superare: un remix di testi teorici – strutturati ma sparpagliati, nel tentativo di aprire nuove suggestioni extra-accademiche, spezzando il rigore della ricerca e delle argomentazioni -, (auto)finzione narrativa, inserti di frammenti esterni – testi… Continua a leggere #4. (avvicinarsi all’impossibile di una scrittura ultima, totale)

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