se i pensieri potessero prendere fuoco e avessero il coraggio di incendiare mondi se dormire riuscisse a calmare il vento e l’insonnia non ci tenesse sempre svegli se parlassimo usando solo numeri e questo linguaggio toccasse davvero il ‘reale’ se capissimo attraverso la pelle e ritrovassimo i corpi oltre gli schermi… Continua a leggere #22. (pensieri ipotetici per testare i limiti)
Categoria: frammenti
#21. (farla finita con l’approssimazione del linguaggio)
(tante)domande · limiti del linguaggio/ciò che riesco a esprimere = x dove x “tutto ciò che io non riesco ancora a immaginare” [forse: codice informatico = linguaggio³?] · [2forse: codice genetico = codice informatico³?] > me (e se le ipotesi fossero odori?)
#20. (da qualche parte nella mia chimica)
da qualche parte nella mia chimica ci deve essere una molecola interruttore. spento, acceso e qualche stato sospeso che sposti il peso della scelta troppo facile tra on e off ci sono innumerevoli possibilità come tra achille e la tartaruga la distanza si fa infinita così io mi infinisco e mi sfinisco a cercare di… Continua a leggere #20. (da qualche parte nella mia chimica)
#19. (un’urgenza di alleggerire)
meno, anzi, niente o quasi: vino, carne, zuccheri. dormire di più, meglio. le giornate intere, una dopo l’altra, davanti allo schermo del computer torneranno, stanno già tornando ma: sottrarsi il più possibile, allentare lo sforzo. respirare, camminare. indugiare al sole, fermo, nonostante il vento freddo. ripensare al rincorrere obiettivi, perché dopo tutti questi anni non… Continua a leggere #19. (un’urgenza di alleggerire)
#18. (la vita che manca)
“semplicemente stiamo male” (e scriviamo, scambiamo messaggi fatti di parole approssimative, link a canzoni su youtube, meme nichilisti) “e poi produciamo parole a caso” (tra desideri fatti di vita che manca e che, comunque andasse, mancherebbe sempre)(e alla sera andiamo a dormire, palliativo di morte: instabile come il nostro sonno).
#17. (dell’andar di traverso a sé)
(quel che accade) farsi limite al proprio andare: mettersi di traverso al proprio passo. solco obliquo, traverso, traccia che segna confine. caderci dentro, restare lì. (quel che si vorrebbe) forzare questo confine fino a che diventa senzafine, che se la fine fende, divide, la sua mancanza unisce, lega. sconfinarsi. infinire. fuggire le definizioni che creano… Continua a leggere #17. (dell’andar di traverso a sé)
#16. (parole e biologie)
post-ballardianamente, quel che mi interessa è il punto di incontro tra la scrittura e la genetica.
#15. (di liste paratattiche, scrittura e scarti)
c’è una specie di ossessione che continua a starmi addosso, a insoddisfarmi, a farmi mancante. soprattutto in un periodo, come questo, in cui i riti di fine anno impongono ai più la necessità di stilare classifiche liste di preferenze (che ormai nessun stabilisce un ordine di valore, di priorità: tutto è sullo stesso piano –… Continua a leggere #15. (di liste paratattiche, scrittura e scarti)
#14. (una lista di vuoti)
la voglia di avere voglia di: (ma non ce l’ho) i muri (di queste stanze solitarie che stringono su) di me gli schermi intorno: i minuti, vacui, quantificabili l’idea (non mia?) che forse è venerdì sera e dovrei uscire ma non saprei nemmeno da dove cominciare, fuori dalla porta di casa la scrittura di vitaliano… Continua a leggere #14. (una lista di vuoti)
#13. (un ostinarsi inutile)
continuare a cercare un senso nel nulla. continuare per approssimazione. insistere, senza ragione, su una strada che nemmeno c’è: non c’è sotto i piedi, non c’è davanti per lo sguardo che cerca un orizzonte, non c’è nel possibile che tra i fallimenti cerco di immaginare. anche le stanchezze che coltivo sono sterili. come questa ossessione… Continua a leggere #13. (un ostinarsi inutile)